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CRONACA DELLA 22ESIMA COUPE du YACHT CLUB DE FRANCE

(20-24 luglio 2008 Mirabilandia RA)

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L’organizzazione dell’evento prevedeva in origine che sarebbero stati presenti 6 concorrenti francesi, una o due barche jolly da prestare a chi volesse provare e 2 concorrenti italiani in modo da avere sul campo di regata una decina di AC/10.

Alla fine, dato che non si sono trovati timonieri fissi per le 2 barche jolly, i francesi ne hanno portata una sola, uno di loro ha avuto grossi problemi sul lavoro e l’altro, l’attuale presedente dimissionario della AIVMAC, ha comunicato all’ultimo che non sarebbe venuto.

Dal “fronte italiano” purtroppo qualche problema di salute e organizzativo ha complicato le cose e, a parte il primo WE, ero presente solo io con Urca AC/10 ITA34.

Purtroppo, per i motivi di cui sopra, quest’anno la messa a punto del team italiano non è stata così accurata e sono arrivato in regata con le vele nuove e le ultime modifiche senza aver fatto abbastanza test preliminari.

Comunque l’anno scorso il gap prestazionale tra le mie barche e le loro era notevole e confidavo di avere ancora un piccolo vantaggio.

Sul fronte francese c’era una nuova barca ultralight di Jean Dlaude Domalaine,  nuove appendici e bulbi più o meno copiati dai miei dello scorso anno (questa volta i francesi sono stati un po’ giapponesi!!) e il mio amico Thomas di FRA21 (detentore 2006) aveva una nuova deriva con forme e profili molto simili ai miei e, soprattutto, dotata di trim tab per ottimizzare la prestazione di bolina.

Domenica 20 abbiamo iniziato le competizioni con regate di flotta con 6 barche in acqua: la barca jolly è data in prestito a Luca Gardini (attuale nr.1 della graduatoria italiana classe IOM) che la userà per le 10 regate di flotta disputate nei primi 2 giorni.

Il mio inizio è pessimo, a 20 secondi dal via della prima prova ho l’unico inconveniente tecnico di tutta la settimana: si spacca un rinvio interno del circuito del genoa e mi ritiro. Resterò”al palo” per 3 regate, il tempo necessario per la riparazione: show must go on… e tutti continuano.

Rimessa la barca in acqua, mi porto a casa 3 primi posti con dei bei duelli con Luca Gardini.

Il vento è forte, 10-14 nodi (per le AC/10) e tutti collezionano un paio di ritiri eccetto l’altra barca del Team Italia.

Così alla sera, dopo 6 prove, Luca Gardini e Luigi Briglia sono primi a pari merito e al terzo posto li seguo a vicino.

Nel secondo giorno di regate si corre solo al mattino perché un temporale bloccherà tutte le attività del pomeriggio. Si completano le regate di flotta che sono appannaggio mio e di Gardini che ormai “ha preso in mano” la barca.

La classifica delle regate di flotta vede quindi: ITA 34 seguita a pochi punti da Luca Gardini (FRA30 ) e un po’ distaccato J. C. Domailaine con la nuovissima FRA35.

Martedì il vento è sui 9-12 nodi e si comincia con il match race. I francesi hanno problemi tecnici a ripetizione con un rendimento molto discontinuo: FRA35 spacca il suo albero ultralight ed è fuori gioco. Domailaine continuerà con al barca jolly francese, FRA30.

L’unico challenger che sembra avere spunti velocistici vicini e alle volte superiori a Urca AC/10 è quella di Thomas Barbouteau (FRA21): pare che il trim tab funzioni, ma la messa a punto non è perfetta o è dissimulata e alla fine dei 3 round robin ITA34 vincerà tutti i match senza particolari problemi.

Nelle semifinali e finali sfidanti il risultato pare scontato e così  FRA21 (BMW Oracle) è il nuovo Challenger battendo 4 a 0 FRA30 pilotato da J.C. Domailaine.

Dato il numero ridotto di concorrenti siamo arrivati alla disputa finale della coppa in anticipo e verso le 16 di mercoledì 23 luglio incominciano le regate decisive.

 

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La Coppa YCF 2008

Il vento un po’ bizzoso del mattino e  primo pomeriggio sembra stabilizzarsi di direzione, ma non di intensità che rimane tra 1 e 5-6 nodi. Incominciano le regate e FRA21 sembra essere particolarmente in forma: la barca è veloce e fa un buon angolo, Thomas è molto aggressivo e concentrato in partenza. Invece io non riesco ad ingranare, la concentrazione manca, la barca non cammina come al solito e faccio pure parecchi errori: il primo match va a FRA21.

Al secondo match riesco a vincere la partenza, mantengo il controllo dell’avversario e pareggio.

Il terzo incontro va di nuovo a FRA21 che riesce a mettermi dietro al via e non mi dà scampo, ma alla quarta regata, un po’ in affanno, pareggio nuovamente: siamo al 2 a 2.

Al quinto match il circling è feroce, le barche così come la meccanica interna sono messe alla frusta e portate alle massime sollecitazioni per manovrare il più velocemente possibile: la partenza è pressoché pari, ma quando FRA 21 cazza il genoa gli esplode il circuito interno delle scotte e si ritira.

Thomas mi dice che il danno è grave e allora gli consiglio di sospendere, fare la sua riparazione con calma e ricominciare domattina (sono quasi la 18:30). Lui replica dicendo che in 20 minuti fa tutto e vuole continuare per finire tutto in serata. Probabilmente vuole sfruttare la condizione di vento che sembra favorevole a lui e quindi si continua.

Rimesse le barche in acqua il vento è ancora più incostante: incomincia la pre-partenza e ai 2 minuti, all’ingresso tra le boe di partenza FRA21 entra mure a sinistra, ITA34 mure a dritta. Il mio lato della partenza ha un po’ più di aria di quello di Thomas, lo punto per bene e gli arrivo addosso con più velocità: lui non riesce a manovrare in tempo e si prende una penalità subito. A quel punto non mi resta che tenermi scostato, lasciarlo partire davanti e seguirlo da vicino per tutta la regata: mentre prima dell’arrivo lui fa il suo giro di penalità, ITA34 va a vincere e si porta sul 4 a 2.

 

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Match ball

Si ricomincia: a Thomas non è “piaciuta” molto la mia “mossa” nella partenza dell’ultima regata e so che non mi darà scampo, ne concederà nulla. Si ricomincia il circling all’ultimo sangue mettendo alla frusta le barche, ma a 1’ e 30 secondi dal via  gli salta l’attacco della randa.

I francesi chiedono al sospensione, ma in teoria non gli sarebbe dovuta: nel match racing si è in regata a 4 minuti dal via e quindi tutto quel che succede da lì in poi non prevede sospensioni.

Per evitare discussioni gli concediamo di ripetere la procedura di partenza: si ricomincia di nuovo, ma a 15 secondi dal via Thomas perde di nuovo il comando della randa che si scarrucola.

Altra richiesta di sospensione, altra concessione non dovuta, ma non mi piace l’idea di vincere in quel modo e gliela concedo di nuovo.

Si riavvia la partenza per la terza volta e FRA21 sembra essere più cauta nel muoversi per evitare altri “danni”. Infatti ITA34 vince la partenza e un istante dopo Thomas si ritira… ha scarrucolato un’altra volta la randa che non si cazza per più.

Finisce così 5 a 2 la Coupe du Yacht Club de France. Questa volta ha vinto più l’affidabilità della mia barca che la sua velocità o il suo pilota. Ora Thomas ha colmato parte del gap che ci separava, però dalle regate di finale abbiamo anche visto cosa ci servirà e in che direzione lavorare per avere una marcia in più l’anno prossimo non solo con vento forte e debolissimo, ma anche nelle condizioni intermedie in cui si è disputata.

 

Saluti

Claudio Vigada

 
   

 

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